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35. Frammenti della Grande Madre nel Cielo della Creazione: Terra, Luna e Asteroidi

Angeli dei Sette Chakra
Gli Angeli dei Chakra si rivolgono ad animi in cammino verso un sempre maggiore e consapevole equilibrio personale.
Donarsi o donare un angelo dei Chakra è un gesto colmo di simboli e significati.

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Testo articolato della Conferenza tenuta a Malta nel Viaggio Studio di settembre 2007, pubblicato sull’ultimo numero di "Linguaggio Astrale"


Per parlare della Grande Madre, nessun luogo è più adatto di Malta e Gozo, i cui templi, in particolare quelli di Mnajdra, Taxien e Ggantija, portano nella pianta bilobata, o trilobata, la riproduzione perfetta di una struttura femminile acefala, dalle forme abbondanti, identica a quella delle statue della Madre, ritrovate in tutti i templi delle isole.
Templi megalitici enormi e maestosi, orientati agli Equinozi e ai Solstizi, allineati al Sole e alla Luna, costruiti senza strumenti di metallo…trentacinque templi, di cui al presente ne rimangono sette, dalle dimensioni “impossibili”, che sottintendono una grande manodopera e una struttura sociale coesa, in due piccole isole poco fertili, scarsamente fornite d’acqua, sperdute nel Mediterraneo…
Come mai?
La risposta è che Malta era “abitata” dalla Grande Madre, dai poteri dell’antichissima “dea serpente” Minoica, poteri oracolari e taumaturgici.
Malta quindi luogo di potere tellurico, luogo di culto per fedeli provenienti da tutti gli angoli del Mediterraneo.
I poteri della Grande Madre erano celebrati negli enormi templi dai Sacerdoti-Serpente, i cui crani deformati, con mancanza di linee di saldatura, pareti temporali anormalmente sviluppate, occipiti trapanati e rigonfi, uno enormemente allungato, sono stati ritrovati nell’Ipogeo di Hal Saflieni, patrimonio dell’Umanità, che le analisi al carbonio 14 ridatano sempre più indietro, fino, per ora, al quinto millennio.
Crani simili a quelli dei Sacerdoti Mesoamericani, simili a quelli dei Sacerdoti Egiziani dell’aristocrazia dell’epoca predinastica, gli Shemsu Hor, seguaci di Horus, il Sole.
Simili ai crani di Akhenaton e della cultura di Tell Amarna.
E il Sole a Malta si dice Shemshi, e Shem è parola Accadica, derivante da Shamash, Apsu, il Sole.
Casta sacerdotale scomparsa, in Egitto, come misteriosamente, e contemporaneamente, è scomparsa a Malta la cultura dei grandi costruttori neolitici, intorno al 2500 aC. quando, secondo il papiro di Leningrado del 2000 aC, ”un popolo di serpenti fu distrutto da una stella che cadde dal cielo”, mentre a Malta la piattaforma calcarea della parte di costa verso la Sicilia sprofondava nelle acque azzurre…

La suggestione è stata forte, un sottile filo conduttore mi ha portato alle mie passioni, Astrologia, Archeologia e Mito, che collegano, in modo entusiasmante per me Sagittario, grandi eventi, apparentemente scollegati, a matrici comuni.
Seguiamo il filo fino ai miti dei popoli di Sumer, Akkad e di Babilonia, che vissero e pensarono mentre i costruttori megalitici innalzavano le grandi pietre di Malta, popoli che scrivevano, sulle tavolette e i sigilli di argilla, una storia in cui la Grande Madre Celeste veniva travolta dagli eventi cosmici, proprio mentre a Malta spariva, misteriosamente, la stirpe dei grandi costruttori e dei Sacerdoti Serpenti, lasciando un vuoto di trecento anni, e uno iato culturale con i popoli successivi.
Grandi studiosi del cielo e del suo linguaggio celeste, l’Astrologia, che regolava le loro vite minuto dopo minuto, i Sumeri ci lasciano una storia che collega la Terra al Cielo: ”tutto ciò che appare bello lo abbiamo fatto per grazia degli dei”.
Per seguirla ho usato l’interpretazione che il Sumerologo e scrittore Sitchin, che ho avuto l’onore di seguire personalmente, ha dato delle migliaia di tavolette Sumeriche e miti Babilonesi.
Seguendo Sitchin ne ho fatto una piccola rappresentazione Cosmica in cinque atti.

In questa rappresentazione c’è la storia della fine della Grande Madre. Storia Cosmica, ma noi ben sappiamo che “com’è in cielo, così è in terra”…

Nel primo atto, la Genesi, quando nell’alto il Cielo non aveva ancora un nome e in basso il nudo suolo non aveva nome, nell’universo primordiale c’erano solo Apsu, il Genitore, Uno che esiste dal principio, e Tiamat, la Vergine della Vita, colei che li partorì tutti… i principi maschile e femminile di tante Cosmologie.
Tra loro c’è Mummu, il Messaggero… ed ecco Buddhi, ecco il Logos, ecco la terza persona delle Trinità.
Ecco, nel cielo, Sole e Mercurio…ma chi è Tiamat, la Madre? A quale pianeta corrisponde?
Mentre le loro acque erano mescolate, niente aveva un nome e i loro Destini (le orbite) erano incerti, fu allora che presero forma gli dei, ed appaiono Lahmu e Lahamu, Marte e Venere, che portano, entrambi, nel nome, la radice LHM, fare la guerra.
Entrambi, e questo non stupisce gli studiosi delle antiche culture, che vedevano nell’astro che chiamiamo Venere, dea immediatamente ed istintivamente collegata, per noi, all’immagine Botticelliana di passiva bellezza, l’”annunciatore di sventure” dei Maya, l’”occhio furioso del cielo” dei Polinesiani, il feroce messaggero di Huizilopochtli, il dio della guerra Azteco.
Poi, prima che i due fossero cresciuti d’età, arrivano i fratelli Anshar e Kinshar, Saturno e Giove, che superarono tutti gli altri in dimensione, e generano Gaga, Plutone, e poi Anu, Urano, il rivale degli antenati, che a suo volta genera un pianeta gemello pari a sé come immagine, Ea, Nettuno.

Ecco i dieci pianeti, disposti, nelle molte tavolette che li rappresentano, in senso antiorario, come per noi, ed esattamente nell’ordine che noi conosciamo, Apsu-il Sole, Mercurio, Venere, Marte, Tiamat, Giove, Saturno, salvo Plutone, che è situato tra Saturno e Urano
ma dove sono la Terra e la Luna?
Chi è Tiamat, posta tra Marte e Giove?

L’atto secondo possiamo chiamarlo i Tumulti Celesti.
La giovane generazione è in agitazione, non dissimilmente dai loro omologhi Olimpici, qualche millennio dopo.
I divini fratelli compiono atti detestabili, tramano contro Tiamat, sconvolgendone il ventre con i loro strani movimenti. Apsu li trova odiosi e confabula con Mummu.
Ci vuole distruggere, dicono i fratelli, terrorizzati, ma solo Ea fa un piano, in pieno stile Nettuniano: versa il sonno su Apsu e getta un incantesimo sulle Acque Primordiali.
Che stava succedendo in realtà nel cielo? Magnetismo solare, radiazioni da Nettuno?
In ogni caso, il sonno sottrae ad Apsu il suo manto di luce, ed Ea ne prende il posto, aprendo così il tema archetipico della detronizzazione, finché nel cuore del profondo, nella Camera dei Destini, viene creato Marduk, il più capace e saggio degli dei, di grande forza, bellezza e splendore, che, quando apre le labbra è tutto un fuoco, e qui si apre l’atto terzo, il Campione.

Attratto da Ea, la cui gravitazione ne fa incurvare la rotta e stacca da una sua protuberanza quella che poi sarà la Luna Nettuniana Tritone, il dio entra prepotente nel sistema solare, e prepotentemente e minacciosamente si dirige, in senso orario, senso prettamente maschile, verso Tiamat.
Gli dei, che non avevano pace, esultano.
Ecco il loro campione contro Tiamat, ne avevano decretato tutti insieme il Destino.
Ecco il Sorvegliante venuto dall’esterno, super partes, a cui delegare il potere, in cambio dell’ordine…

E qui arriviamo all’atto quarto, le Guerre Stellari.
Tiamat, spaventata, lasciata sola dall’impotenza di Apsu, si prepara alla difesa: dal suo corpo si staccano undici mostri, sotto l’alto comando di Kingu, la Luna, che ha ricevuto da Tiamat un proprio Destino, un’orbita indipendente, con grande irritazione dei giovani pianeti.
Marduk si arma con i Quattro Venti, e parte sul carro di Tempesta.
Tiamat reagisce disperatamente con incantesimi, ma la sua sorte è segnata.
Nello scontro terribile, i quattro Venti caricano il ventre di Tiamat, squarciandolo, e Marduk scaglia una freccia che ne spegne il soffio vitale, e la sua banda è dispersa.
Che cosa era successo, in realtà, nel cielo?
Tiamat aveva perso i suoi campi magnetici? I “mostri”, la banda dispersa, sono forse le comete, proiettate lontano dai Quattro Venti, fino alla Nube di Oort, che conservano nel loro grembo ancora semi di vita della Madre?
Allora il signore Marduk si ferma a contemplare il suo corpo senza vita, e quindi l’apre in due parti, come un mitilo.
Il Vento del Nord si scontra con una parte di Tiamat, spingendola, con Kingu, ormai privo del suo Destino, in un’orbita in cui nessun dio era stato prima… tra Venere e Marte!
Ecco dunque la Terra, Ki, e il suo satellite.
L’altra metà è colpita da Marduk, che la frantuma nell’impatto, e i frammenti formano una grande fascia simile ad un braccialela fascia degli Asteroidi!

Ecco dunque che cosa c’è nel “posto vuoto”, tra Marte e Giove, che la legge di Bode diceva impossibile, nel geometrico ordine Cosmico.
Dove un tempo era Tiamat, ci sono gli anelli del bracciale, Cerere-Demetra, Era-Giunone, Pallade-Minerva, Vesta-Estia, gli Asteroidi.
La Madre nasconde in loro i suoi poteri spezzati: nasconde in Atena, dea sostenitrice della vita, elargitrice delle abilità, i poteri della dea-serpente e della dea-uccello dei prototipi antico-europei o minoici, nasconde in Era “Protettrice delle mandrie”, gli antichi poteri della dea-serpente, nasconde in “Demetra “Regina del grano”, “Portatrice di frutti”, i poteri della crescita della vegetazione e della vita, nasconde in Vesta i poteri del sacro Fuoco, centro del focolare, del tempio, e dell’intimità del pensiero.
Asteroidi come proiezioni celesti delle dee dentro di noi, parti della Madre, un tempo intera, che gli uomini di millenni più tardi scoprono guardando il cielo con i loro strumenti.
Come rappresentazioni celesti delle Dee dentro di noi…

Ecco dunque, nel cielo, i frammenti di Tiamat, Vergine della vita, distrutta, spezzata da Marduk, che, nell’atto quinto, l’Ordine Cosmico, è riconosciuto sovranità suprema, dai cinquanta nomi, e porta il suo ordine permanente al cielo e agli dei: tiene strette le loro fasce e traccia un cappio intorno a loro.
Imprime il suo principio creatore, sostituendolo a quello millenario della Madre, anche sulla Terra e sul tempo: sulla Terra creò montagne, mari fiumi, vegetazioni, stagioni.
Marduk il guerriero ha sostituito la Madre Terra, ha sostituito Maat, la dea primeva Egiziana dell’Ordine Cosmico, fondato sui principi matematici di Armonia.
E come avviene nel cielo, così avviene sulla terra, suo specchio.
Come Marduk porta la sua spada al cielo, così il potere maschile la porta sulla Terra.
Con l’età del Bronzo, mentre nel cielo impazzano, secondo antichi scritti, gli dei del fuoco, e cadde dal firmamento una sfera di fuoco dal materiale di Anu, ed antiche tracce di cataclismi sono evidenti in tanti punti del pianeta, sulla Terra si spezza l’antica unità, il maschile e il femminile si separano.
L’Era della Madre, durata millenni, è finita.
La Madre è spezzata, i suoi poteri vengono negati, irrisi, demonizzati, ma lei non sparisce: si nasconde tra gli Asteroidi, nel Cielo, si nasconde nelle profondità di Gea, la Terra, si nasconde nella luce notturna di Kingu, la Luna, si nasconde dentro di noi, donne e uomini, seppellendo i suoi frammenti nelle nostre dimensioni intrapsichiche, non più intere.

Il 27 settembre 1999 la sonda spaziale Pioneer 10 scopre un nuovo corpo che orbita intorno al Sole, oltre Plutone. La sua orbita fortemente ellittica, di 3600 anni, è retrograda. Il suo effetto gravitazionale è evidente su Urano e Nettuno, e imprime una deviazione gravitazionale alle sonde e sembra che abbia effetti anche sulle comete.
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